La verità sul caso visure

 
Quanto segue è la risposta di Anonymous Italia a: 
 
“Il CNAIPIC, Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, Organo del Ministero dell’Interno per la sicurezza delle comunicazioni, ha informato la Trust Srl in data 11 marzo 2019 di attività illecite riconducibili ad “Anonymous Italia” riguardante scansioni di vulnerabilità ai danni del sito web www.visureitalia.com.”
 
 
Anonymous Italia si dissocia dalle attività che hanno coinvolto www.visureitalia.com. Come già detto in precedenza, la filosofia di Anonymous Italia non è quella di distruggere la vita personale degli utenti dei siti, né tantomeno quella di fare estorsione, ma di rendere note le vulnerabilità dei sistemi informatici. Sebbene il server di visureitalia.com fosse gravemente compromesso già da molto tempo (cosa che è probabilmente sfuggita al CNAIPIC, il quale in mancanza di conoscenza specifica preferisce dare colpe al primo che capita), Anonymous Italia ha preferito evitare la pubblicazione dei dati sensibili, in quanto comprendevano password in chiaro e dati riservati degli utenti.
Anonymous Italia ricorda che il salvataggio di password in chiaro è una violazione della General Data Protection Regulation 2016/679, in vigore già da qualche tempo. Conoscere vulnerabilità non significa per forza volerle diffondere, anche se a volte il renderle pubbliche è l’unico modo per evitare che lo scempio di scellerati amministratori di sistema continui imperterrito.
 
Il team #T3C, contattato da noi, specifica che la mail di estorsione aveva un contenuto esclusivamente denigratorio, in quanto il BTC wallet che sarebbe stato utilizzato per il pagamento era inesistente, e la mail aveva contenuti contraddittori, fatta di un grezzo copincolla di informazioni trovate sul web.
 
Nonostante le accuse del CNAIPIC e di Trust SRL, ci rendiamo disponibili per eventuali domande di chiarimento sull’accaduto.

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